McLaren, ecco il nuovo progetto: più aerodinamica per dominare
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Sin dalle prime immagini della MCL39 sulla pista di Silverstone per i primi chilometri di shakedown della scorsa settimana, era stato possibile notare una profonda somiglianza con la vettura precedente. Ma questo non deve trarre in inganno. Infatti è già stato possibile scorgere un profondo affinamento del progetto, sia a livello dinamico che aerodinamico. Ovviamente non erano da prendere in considerazione le ali che corrispondevano a una delle ultime configurazioni viste sulla MCL38, mentre era assolutamente rilevante notare la cinematica della sospensione anteriore, caratterizzata da un triangolo superiore molto inclinato, con il punto di attacco del braccio posteriore molto basso, praticamente quasi allo stesso livello del fulcro del braccio del pull rod. Interessante quindi come la caratteristica anti-affondamento della sospensione anteriore appaia molto accentuata rispetto al modello precedente e ciò è ulteriormente confermato dalla maggiore altezza del braccio anteriore del quadrilatero inferiore, rispetto al precedente.
Anche in questo caso si è cercato quindi di aumentare l’inclinazione del braccetto inferiore per gli stessi motivi per cui è stata aumentata l’inclinazione di quello superiore. Le pance hanno un profilo meno arrotondato verso l’esterno, ma soprattutto la carrozzeria alla base del cofano motore è molto meno voluminosa e con un profilo quasi rettilineo, rispetto a quello arrotondato della MCL38. C’è da riscontrare anche una diversa posizione, da verificare nei test qui in Bahrain, del triangolo inferiore della sospensione posteriore, che denota un cambiamento nella sua cinematica, nascosta dalla diversa conformazione della carrozzeria posteriore della vettura.
Questi sono i segni distintivi di una monoposto nata evidentemente sulla scorta della sorella del 2024, ma con l’intenzione di effettuare un balzo prestazionale che possa permetterle di ripartire senza incertezze da dove ha terminato la scorsa stagione. Il binomio Andrea Stella-Rob Marshall sembra avere la consapevolezza di non poter compiere, sin dall’inizio, alcun passo falso, sapendo quanto i rivali (leggasi soprattutto Ferrari) abbiano investito in termini di revisione ragionata del progetto precedente. Banale dirlo, forse, ma i dettagli quest’anno, ancora più che nel recente passato faranno la differenza. Osare per non restare spiazzati dai progressi dei rivali, in particolare quelli di Maranello.
La Gazzetta dello Sport