Sottil: "Milanista fin da piccolo. Spero di incontrare Kakà"
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Intervistato dal canale ufficiale del club, nel nuovo episodio di Face-Off, Riccardo Sottil, nuovo giocatore del Milan, si è raccontato così
Intervistato dal canale ufficiale del club, nel nuovo episodio di Face-Off, Riccardo Sottil, nuovo giocatore del Milan, si è raccontato così. Ecco, di seguito, tutte le sue dichiarazioni.
Se ha mai ricevuto, da bambino, una maglia del Milan come regalo: "Sono milanista fin da piccolino. I miei genitori, quando andavamo nei negozi, me la compravano. Anche mio padre, quando giocava, mi ha portato una volta la maglia di Ricardo Kakà. Era anche firmata, ce l'ho ancora a casa. Non ho mai incontrato Kakà, vediamo se capita qui a Milano. Speriamo di beccarlo".
Sulla sua bio su Instagram e il significato del crocifisso e la stella: "Il crocifisso perché sono un tipo religioso, lo è tutta la mia famiglia. Soprattutto i miei nonni. La stella è un simbolo che mi piace, luminoso, l'ho abbinato alla croce".
Se si immaginava di poter diventare un calciatore come il padre: "Sono cresciuto col pallone. Quando mio padre mi portava agli allenamenti volevo stare con lui, nello spogliatoio con i grandi. Una passione che puoi avere dentro dalla nascita. il mio obiettivo è sempre stato quello di giocare a calcio e, un giorno, di poter giocare a livello professionistico".
Sul suo idolo: "Da piccolino, quando ho iniziato a guardare le partite e i video su Youtube, mi è sempre piaciuto Cristiano Ronaldo. Mi faceva impazzire quando giocava al Manchester United, in quel ruolo. Faceva giocate incredibili, ha vinto subito il Pallone d'Oro nonostante la giovane età. Poi è un grande atleta, un simbolo, un esempio per il calcio. Sono cresciuto un po' con lui".
Sull'impatto avuto con Sergio Conceicao: "Impatto molto positivo, mi ha fatto un'ottima impressione. Sa quello che vuole, è molto diretto, e questo lo apprezzo molto".
Sul suo punto di forza e ciò che vorrebbe migliorare: "Il mio punto di forza è l'uno contro uno e l'accelerazione. Vorrei migliorare il colpo di testa e il mio piede debole".
Sul tipo di persona che è fuori dal campo: "Ho una grande passione per la musica. Durante le mie giornate ascolto molto spesso la musica. Sono un ragazzo molto tranquillo, mi piace stare in famiglia, con gli amici. Nel tempo libero cerco di godermi questi momenti, parlare, chiacchierare, ridere. Sono cose semplici ma per me fondamentali perché mi aiutano a staccare dal campo".
Sulla prima trasferta col Milan a Empoli: "Sono venuti allo stadio dei miei amici. Adesso che sono a Milano, però, la mia famiglia sta a Torino e mi è molto vicina. Non vedono l'ora di venire a San Siro per vedermi con la maglia rossonera".
Su Federico Guidi: "Ho un bellissimo ricordo di lui perché mi diede una mano nel mio approdo a Firenze. Mi aiutò a inserirmi, ad ambientarmi e fu una figura importante. Già dai primi allenamenti credeva molto nelle mia qualità. Ho fatto un anno fantastico con lui, raggiungendo una finale Scudetto con la Primavera, ma ho un ricordo assolutamente positivo del mister Guidi".
La Gazzetta dello Sport