L'IVA sui depositi delle scommesse online ridurrebbe le entrate e incoraggerebbe il mercato illegale: studio
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Un recente studio dell'Osservatorio della Trasformazione Digitale dell'Universidad del Rosario avverte che la decisione del Governo nazionale di applicare un'IVA del 19% sui depositi sulle piattaforme di scommesse online potrebbe generare effetti negativi sul mercato regolamentato, ridurre le entrate fiscali e incidere sul finanziamento della sanità pubblica in Colombia.
L'analisi indica che il governo ha basato le sue stime su un'interpretazione che sovrastima i dati del settore. Secondo il decreto emanato dal Ministero delle Finanze e del Credito Pubblico, si stima che le scommesse online rappresentino il 4,5% del Prodotto Interno Lordo (PIL), ma lo studio dimostra che l'impatto reale del settore è pari solo allo 0,17% del PIL se si considera il reddito netto degli operatori e non il volume totale delle scommesse.
La realtà del mercato delle scommesse online Nel 2023 il volume totale delle scommesse, noto come fatturato, ammontava a 45 miliardi di pesos, ma questa cifra non rappresenta un reddito reale per gli operatori, poiché si tratta di un volume di gioco digitale che non incide direttamente sui loro asset.
Lo studio sottolinea che l'indicatore corretto per misurare l'attività economica del settore è il Gross Gaming Revenue (GGR), ovvero il reddito netto dopo il pagamento dei premi.
Nello stesso periodo, questo valore era di 2,7 trilioni di pesos, di cui gli operatori hanno pagato 420 miliardi di pesos in diritti di sfruttamento destinati al finanziamento della sanità pubblica.
Inoltre, il rapporto evidenzia che il 65% dei depositi effettuati dai giocatori, pari a 7,5 trilioni di pesos nel 2023, è stato successivamente ritirato, rafforzando l'idea che questi depositi non possono essere considerati entrate permanenti per gli operatori.
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Scommesse online Foto: iStock
Lo studio avverte che l'applicazione dell'IVA sui depositi dei giocatori avrebbe effetti negativi sul settore, sulla riscossione delle entrate e sulla competitività del mercato. La misura, che mira ad aumentare le entrate fiscali, potrebbe avere l'effetto contrario, scoraggiando la partecipazione a piattaforme regolamentate e incoraggiando l'uso di siti illegali, dove non sono previsti controlli o contributi fiscali.
Se ai 7,5 trilioni di pesos di depositi venisse applicata l'IVA, le entrate stimate ammonterebbero a 1,42 trilioni di pesos, una cifra che rappresenta oltre il 50% del reddito netto reale (GGR) del settore, il che potrebbe rendere insostenibile l'attività degli operatori legali.
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Crescono le preoccupazioni relative ai siti di gioco d'azzardo illegali. Foto: istock
Lo studio presenta anche casi internazionali che dimostrano i rischi di eccessivi oneri fiscali sul settore del gioco online. In Germania, l'attuazione di un regime fiscale con un'aliquota del 5,3% sul volume totale scommesso nel 2021 ha causato una migrazione di massa degli utenti verso piattaforme illegali.
Secondo un rapporto del 2022 dell'Associazione tedesca delle scommesse sportive (DSWV), circa il 70% dei giocatori ha optato per siti non regolamentati, che offrivano condizioni migliori in quanto non erano soggetti a questo onere fiscale.
Di conseguenza, il mercato regolamentato si è ridotto, alcuni operatori legali hanno lasciato il Paese e le entrate fiscali sono diminuite notevolmente. Inoltre, l'elevata tassazione ha influito sugli investimenti in tecnologia, innovazione e creazione di posti di lavoro nel settore formale, indebolendo la competitività del mercato regolamentato.
Conseguenze per il finanziamento della sanità Per i ricercatori dell'Osservatorio sulla Trasformazione Digitale dell'Università del Rosario, l'applicazione di questa pressione fiscale potrebbe favorire la migrazione degli operatori verso piattaforme non regolamentate, indebolendo il mercato formale e riducendo le entrate attualmente destinate al sistema sanitario.
L'attuazione di questa misura potrebbe comportare una diminuzione delle entrate fiscali anziché l'aumento previsto, incidendo sulle risorse destinate all'assistenza sanitaria del Paese.
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